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Zeitzeugnis

Zeitzeugenaussage Angelo Malini

Quellennahe Neu-OCR des in der Komplett-PDF ueberlieferten Berichts von Angelo Malini.

Forschungsstand dokumentiert

Forschungsdatensatz

Dokumentierte Angaben

Person
Angelo Malini
Rolle
ehemaliger Zwangsarbeiter
Ort
Kahla / Walpersberg
Zeitraum
1944-1945; spaetere Niederschrift oder Befragung
Herkunft
unbekannt

Überlieferung und Kontext

e Malini, Angelo, Fragebogen vermittelt von Giuseppe Zanoni, Comune di Robecco sul Naviglio. Gentile Signor ... Mi chiamo Marc Bartuschka. Scrivo la tesi di dottorato all’Universitä di Jena e studio la fabbrica d’armi della REIHMAG e le circostanze dei lavoratori forzati detenuti nei lager a Kahla. Per il mio lavoro i ricordi dei prigionieri sono importantissimi, soprattutto dei prigionieri italiani, perché questi erano il gruppo più numeroso di lavoratori forzati della REIHMAG. Come ho potuto osservare questi (insieme agli Slovacchi) soffrivano piu di tutti sotto il trattamento inumano dei tedeschi ed i loro complici. Come Lei sa benissimo, molti Italiani non ritornarono e molti dei morti rimasero anonimi. Una gran parte dei documenti tedeschi fu distrutta alla fine della guerra o dopo, ed 1 documenti rimasti danno un’immagine ben poco precisa della vita quotidiana e delle sofferenze dei detenuti. Per continuare il mio progetto in modo sincero devo percio tentare ogni via possibile per conoscere gli avvenimenti nei lager dal punto di vista dei prigionieri. Per questo La prego di aiutarmi. Purtroppo il compito & molto complesso ed i miei mezzi sono piuttosto limitati percui non sono in grado di porle le mie domande di persona. Mi dispiace molto. Le sarei perd molto grato se potesse rispondere ad alcune delle mie domande. Mi aiuterebbe a completare il mio progetto di ricerca e contribuirebbe inoltre far conoscere quello che Lei e gli altri hanno vissuto nei lager della REIHMAG. Questo non deve essere dimenticato, soprattutto in Germania. Le assicuro che le Sue risposte saranno citate correttamente nel mio lavoro, in modo che sia chiaro che devo le mie informazioni a Lei e la comune Robecco sul Naviglio. Il mio indirizzo: Marc Bartuschka Theobald-Renner-Straße 36 07747 Jena Germany La ringrazio di cuore e Le porgo i miei più distinti saluti (Marc Bartuschka) Jena, 17.07.2008 INTERVIEW MIT MALINI ANGELO Jahrgang 1926 Fragebögen 1. Quand’é stato arrestato dai tedeschi e in quali circostanze? Ich wurde während der Nazi-faschistischen Massenverhaftung am 20 und 21 Juli 1944 in Robecco su Naviglio gefangen genommen. Ich bin geboren am 28 August 1926 in Magenta, wo ich bis heute mit meiner Familie leben. Damals arbeitete ich in Robecco in der Metall verarbeitenden Firma Tavolazzi; während der Razzia kamen die Deutschen in die Fabrik und zwangen alle Männer, sich auf dem Dorfplatz zu versammeln. Beschreibung der Ereignisse. Am Nachmittag des 20 Juli 1944 kam eine Gruppe von Soldaten, bestehend aus drei Deutschen und einem Angehörigen der Armee der italienischen Faschisten, um Stoffe, die ein Mailänder Kaufmann in einem Landhaus versteckt hatte, zu beschlagnahmen. Dieses Landhaus wurde von einigen Partisanen bewacht. Dort kam es zu einem Schusswechsel, bei dem ein deutscher Feldwebel und der Partisan Luigi Valenti verletzt wurden. Ersterer wurde von seinen Kameraden nach Abbiategrasso gebracht und starb unterwegs. Der andere (Valenti, Anm. I.S.) wurde vom Dorfarzt Dr. de Bonis und seinem Gehilfen don Magni behandelt, und danach, schon im Sterben, in eine Hütte gebracht, in der die Bauern ihre Geräte aufbewahrten, in der Nähe eines Landgutes namens “Tangola”. Auf dem Rückweg wurden der Arzt und sein Gehilfe aber von den Deutschen angehalten, die ins Dorf zurückgekommen waren. Nachdem don Magni... (vgl. Q1) fu messo al muro e minacciato di morte, perché si rifiutava di dare informazioni sul ferito, il medico rivelö la localita dove era stato condotto il partigiano. Giunti sul luogo i tedeschi procedettero all’arresto di alcuni contadini della cascina “Tangola” e poi prelevarono Luigi Valenti dal capanno e lo condussero (insieme al fratello, al padre e alla sorella accorsi in precedenza a soccorrere il familiare) dove era avvenuto lo scontro a fuoco. Dopo una breve discussione, i militari fucilarono il padre Enrico e il fratello Angelo e gettarono i loro corpi, con quello di Luigi ormai morto, nel cascinale che nel frattempo era stato dato alle fiamme. La rappresaglia tedesca perö non si era ancora conclusa poiché il Comando tedesco ordinö alle SS e alla Legione Muti una nuova azione su Robecco. Il giorno successivo, alle 10.30, tedeschi e fascisti tornarono in forze in paese, disposero le mitragliatrici sul sagrato della chiesa e all’imbocco d’ogni via, poi costrinsero tutti gli uomini a concentrarsi nella piazza principale. Qui cominciarono a dividerli in due gruppi: nel primo furono posti gli anziani, nel secondo coloro che erano ritenuti abili al lavoro. Dopo alcune ore, durante le quali era stato appiccato il fuoco a numerose abitazioni, il comandante tedesco della spedizione punitiva pronuncio la sua sentenza e cinque cittadini, ( Castellari Giovanni, Locatelli Mario, Pellegatta Ermanno, Pellegatta Luigi e Staurengo Angelo) furono messi innanzi al plotone d’esecuzione e fucilati. Altri sessanta civili furono invece caricati su un camion per essere deportati; dapprima li rinchiusero a San Vittore, successivamente, il 9 agosto, vennero avviati al campo di concentramento di Kala Waimar. Li furono costretti a lavorare come scavatori nelle gallerie, sopportando turni di lavoro lunghi dodici ore in cambio di una scodella di brodo e di un tozzo di pane. A causa degli stenti e delle violenze, nove di loro non fecero più ritorno. Fra i deportati c’ero anch’io. 2. Potrebbe descrivere la deportazione dall’Italia a Kahla? Ricorda dove vi siete fermati durante il viaggio e quali erano le condizioni del trasporto? Am Abend des 21. Juli brachten sie uns nach Mailand, zum Gefängnis San Vittore, in den 6. Flügel zu den politischen Deportierten, dann verlegten sie uns in den 4. Stock, der von Faschisten bewacht wurde, und wir blieben 20 Tage lang dort. Wir wurden ärztlich untersucht, einige wurden frei gelassen, weil sie alt oder krank waren oder Jahrgang 1927 waren und daher nicht volljährig. Il 9 agosto partimmo da Milano (Scalo Farini) con un treno merci con destinazione Germania. In ogni vagone c’erano 25 persone sorvegliate da un militare tedesco armato. Sui vagoni c’era solamente un po’ di paglia per dormire. Avevamo una borsa con del cibo che i nostri parenti ci avevano portato alla stazione a Milano il giorno della partenza. La prima destinazione fu Innsbruck, in Austria. Arrivammo a Norimberga di notte, sotto i bombardamenti e chiusi al buio dentro il vagone. Dopo tre giorni e quattro notti, arrivammo a Waimar. Ci offrirono per la prima volta la cena: brodo e pane; dormimmo in brande. Il giorno dopo fummo trasferiti a Kala. (vgl. Q1, ohne Fluchtgeschichte) 3. Si ricorda, quando è arrivato a Kahla ed in quale lager della REIHMAG è stato portato all’inizio? È stato trasferito in un altro lager dopo? Ci trasferirono a tre Km da Kala, nel campo di Reiseneck, in un edificio, situato a fianco di una birreria. (Vgl. Q1) 4. Com’era lo stato degli alloggi nel lager? C’erano delle coperte e della legna o carbone per il fuoco negli alloggi, e se c’era, bastava? Le nostre brande erano formate da castelli di legno di quattro piani, cera un pagliericcio per dormire e avevamo una coperta. Ricordo che eravamo pieni zeppi di pidocchi. C’era una stufa in un angolo della baracca per scaldarci, (Vgl. Q1 bis zum Ofen in der Ecke des Zimmers). Denn die Temperatur sank im Januar auf bis zu -18 Grad. Die Toilette war auf einer benachbarten Wiese: ein Loch mit einem Brett darüber. Morgens gingen wir zu einem Bach, um uns zu waschen. Nachts fror der Bach zu, wir brachen das Eis auf und wuschen uns. 5. Si distribuivano delle coperte, dei vestiti etc. agli internati e, in caso di risposta affermativa, qual era la loro qualita? Vi era la possibilita di lavare i propri vestiti? I vestiti erano sempre quelli. Ogni tanto procedevano per la disinfezione e anche i vestiti venivano disinfettati. (Vgl. Q1) 6. Siricorda del tipo di vitto che veniva distribuito nel lager? Ricorda quanto era la razione giornaliera circa? Cambiava la quantita della razione giornaliera con l’andare del tempo? Zu Beginn, und so für einige Monate, gaben sie uns jeden Tag einen Laib Schwarzbrot, der durch drei Personen geteilt werden musste. Wir schnitten das Brot sorgfältig, um sicher zu sein, dass die Teile gleich groß waren. Wir aßen einmal pro Tag. Sie schöpften uns in eine Keramikschüssel jeden Tag eine Suppe bestehend aus Gerstenmehl, Kohlstückchen und Kartoffeln, manchmal auch ein Stückchen Butter, oder Margarine, oder ein Löffelchen Marmelade oder Zucker, oder eine Scheibe Wurst. Die tägliche Ration wurde aber allmählich kleiner; der Laib Brot musste durch 8 geteilt werden Nur am Sonntag gaben sie uns ein Stückchen Weißbrot; für uns war es wie die Eucharistie. Ich wog schließlich nur noch 35 Kg! 7. Quando si iniziava a lavorare e quando si finiva? C’erano degli appelli la mattina e la sera e che cosa succedeva durante questi appelli? Gli appelli avvenivano tutte le mattine e le sere, in cortile. Succedeva a volte che al mattino qualcuno mancasse all’appello, poi ci si accorgeva che era in branda, morto. La sveglia suonava alle cinque del mattino. Alle sei partivamo a piedi, in colonna inquadrati e percorrevamo circa quattro km per raggiungere il posto di lavoro. Scavavamo una galleria nella montagna e lavoravamo 12 ore al giorno, per turno. Il primo turno iniziava alle ore 7,00 e terminava alle ore 18,00; il secondo turno iniziava alle ore 18.00 e terminava alle 7.00 del mattino successivo. Per 15 giorni si faceva il primo turno, poi per gli altri 15 giorni il secondo turno. Durante i turni di lavoro non si mangiava. Ricordo che a mezzogiorno e a mezzanotte le guardie andavano a mangiare e noi approfittavamo per riposarci e c’era chi approfittava per scambiare piccole cose. (Vgl. Q1) 8. Quando si andava a lavorare si andava in colonna e sorvegliati dalle guardie? Le guardie usavano la forza in queste occasioni? Si, eravamo sempre sorvegliati. Ci recavamo al lavoro in colonna inquadrati. Non usavano la forza.(Vgl. Q1) 9. C’erano dei giorni di riposo senza lavoro? Si rispettavano le feste (Pasqua,Natale, ecc.) All’inizio si, per i primi tre o quattro mesi, infatti, ogni tre domeniche avevamo un giorno di riposo. Natale e Pasqua erano giorni di riposo. (Vgl. Q1 ohne Bericht über das Essen) 10. Fino a che punto arrivava il controllo dei lavori? C’era qualcuno che incitava 1 lavoratori? Esisteva un piano di lavoro? E che cosa succedeva se non si riusciva a realizzarlo? Die Arbeiten wurden von deutschen Wachen kontrolliert. Die Gefangenen wurden dazu angehalten, das Tagespensum zu erfüllen. Meine Arbeit war, mit dem Pressluftbohrer (Löcher) zu machen und Dynamit hineinzustecken. An einem bestimmten Zeitpunkt wurde die Lunte gezündet, um den Felsen zu sprengen. 11. I lavoratori hanno ricevuto degli abiti con protezione contro gli infortuni (caschi, guanti, stivali, ecc.)? Il lavoro era sicuro? Sono successi degli incidenti? Wir hatten iberhaupt keinen Schutz. Bei der Arbeit wurden einige verletzt, einige wurden unter herabstürzenden Felsen begraben. 12. Le guardie del lager erano costituite esclusivamente da tedeschi o vi erano anche delle guardie straniere (fiamminghi, belgi o altri)? In caso di risposta affermativa, puö dire di quale nazionalitä erano? Le guardie straniere tenevano un comportamento diverso dai tedeschi? Le guardie erano solo tedesche. (Val. QI) 13. Per i prigionieri era possibile uscire dal lager? Fino a che punto c’erano dei controlli? Qual era la nazionalità dei guardiani e come si comportavano con i prigionieri? Das Lager verließ man nur mit Erlaubnis. Am Anfang hatten wir einen Ausweis, der als Passierschein fungierte; dann wurde dieser uns abgenommen, um uns das Hinausgehen zu verbieten. Die Wachen waren Deutsche. Einige alte Leute, die in der Umgebung wohnten, baten die verantwortlichen Deutschen um Hilfskräfte, die ihnen beim Holzhacken oder bei der Kartoffel- oder Rübenernte halfen. Einige von uns wurden für diese Arbeit ausgewählt. An solchen Tagen bekam man gut zu Essen und so schenkten wir unsere Tagesration den anderen Gefangenen, unseren Freunden. Die Arbeit von einem solchen Tag wurde nicht vergütet. Der Hunger wurde immer größer und so musste man sich selbst helfen. Die Bauern gruben tiefe Löcher, um die Kartoffeln aufzubewahren. Sie legten Stroh hinein, dann die Kartoffeln und dann deckten sie alles mit Erde ab. Wenn wir morgens um sechs nach der zweiten Schicht nach Hause kamen, gruben wir n der Erde und holten einige Kartoffeln heraus. Aber als der Schnee schmolz, sank der Erdhügel zusammen und es wurde offensichtlich, dass wir die Kartoffeln gestohlen hatten. Die gestohlenen Kartoffeln kochten wir in der Asche. Als sie den Kartoffeldiebstahl bemerkten, stellten sie Schilder auf und drohten mit der Todesstrafe. 14. Era in contatto con internati di altre nazionalita, ad esempio al lavoro? Quale era l’impressione che aveva di loro? Vi erano internati russi, francesi, polacchi, belgi, olandesi, ecc. Insieme si lavorava e c’era solidarieta tra di noi.(Vgl. Q1) 15. Aveva l’impressione che certi gruppi d’internati venissero trattati peggio o meglio di altri? Die Franzosen wurden besser behandelt, denn sie arbeiteten in den zivilen deutschen Familien, die meist aus alten Leuten, Frauen und Kindern bestanden. Die Franzosen arbeiteten auf den Feldern, aßen und schliefen bei den Familien. Am schlechtesten behandelten sie die russischen Frauen, sie ließen sie tags und auch nachts die Felder bestellen. 16. Pagavano un salario e, in caso di risposta affermativa, era sufficiente per comprarsi qualcosa? Alle zwei Wochen bekamen wir einen Lohn, der ausreichte, um ein Stiick Brot oder etwas Bier zu kaufen. 17. Esisteva uno scambio di merce fra gli internati e fra gli internati e la popolazione civile? In caso di risposta affermativa, che cosa e come si scambiava? Non esisteva alcun scambio di merce tra internati e popolazione civile. Esisteva un mercatino di scambio tra gli internati. Il mercatino avveniva durante il secondo turno, a mezzanotte, quando le guardie andavano a mangiare. Allora ci scambiavamo sigarette, pane, qualche indumento. (Vgl. Q1) 18. Qual’ era in generale la reazione dei civili tedeschi al fatto che vi fossero presenti degli internati (piuttosto l’indifferenza o l’ostilità)? Einige deutsche Zivilisten interessierten sich nicht fiir uns, hatten Angst oder hatten ein distanziertes Verhältnis zu uns, andere wiederum versuchten, uns zu helfen. Eines Tages, als ich Ausgang hatte mit Felice Garavaglia, blieben wir an einem Tor stehen und sahen hinein, weil uns der Hof an unsere eigenen Höfe erinnerte. Ein alter Mann sah uns und winkte uns herein, lud uns ins Haus ein und gab uns zu Essen. Da er ein wenig Italienisch sprach, erklärte er uns, dass er als Kriegsgefangener im ersten Weltkrieg in Italien gewesen sei und dass die Italiener ihn gut behandelt hätten; er wollte sich revanchieren. Er gab uns den Hinweis, wir sollten uns ganz hinten in die Kolonne einreihen, wenn wir zur Arbeit gingen, und er hätte uns dann heimlich Kartoffeln, Rüben und Brot zugesteckt. Dank dieses Mannes wurde mein Leben gerettet. Er mochte uns beide und gab uns mehrmals zu Essen. Ich erinnere mich an Ostern, ich wanderte ziellos umher, bleich und erschöpft. Er sah mich, lud mich ein und gab mir zu Essen. Es war ein richtiges Osteressen. Felice Garavaglia war an jenem Tag nicht beim Essen dabei, da er wegen einer Blinddarmentzündung im Lazarett war. 19. Ha visto maltrattamenti o persone uccise? Chi erano le vittime e chi i colpevoli? Si, un nostro compagno Lissandrin Gerardo fu ucciso, perché trovato in possesso di un coltello a serramanico durante una perquisizione. Il coltello l’aveva avuto qualche giorno prima al mercatino degli internati. Е? stato ucciso con il suo stesso coltello e lasciato esposto tre giorni, perché tutti potessero vedere quale punizione avrebbero potuto incorrere. (Vgl. Q1) Ich erinnere mich, dass eines Tages ein Gefangener, ich denke, es war ein Russe, bis aufs Blut verpriigelt wurde, bis er nicht mehr gehen konnte. Die Wachen ließen ihn ihn in die Nähe unserer Baracke bringen und fesselten ihn. Ein deutscher Wächter sprang auf seine Brust bis der Unglückliche starb. Wir fühlten uns elend. Als die Deutschen sahen, dass es uns schlecht ging, zwangen sie uns, mit ihnen Bier zu trinken, um den Tod des Gefangenen zu feiern. Regelmäßig kamen Nazis in die Lager mit Pistolen in der Hand und bedrohten uns mit dem Tod. Sie versetzten uns in Angst, um Verschwörungen seitens der Gefangenen zu verhindern. 20. Per quali reati e come si punivano i prigionieri? Sa qualcosa sui campi penitenziali? (per es. Il “Lager 0”) Può descrivere questo lager e quello che vi succedeva ? Si veniva puniti se trovati in possesso di coltelli o di qualsiasi arnese che potesse essere usato come arma, se si tentava di rubare delle patate nei campi vicini 0 se non si ubbidiva agli ordini dei guardiani. (Vgl. Q1, 1. Absatz) Es gab ein Strafzimmer, wo Stränge unterschiedlicher Länge an der Wand hingen, die verwendet wurden, um die Deportierten auszupeitschen. Filippo Alemanni approfittò di un’occasione per uscire in cerca di cibo, ma venne scoperto, picchiato a sangue e rinchiuso in un serraglio insieme a dei cani. Per mangiare doveva lottare con i cani cercando di rubar loro il cibo. Venne morsicato in continuazione. Quando lo riportarono in dormitorio dava ormai segni di squilibrio mentale. (Vgl. Q1) 21. Come si comportavano i capomastri tedeschi ed i lavoratori tedeschi con i prigionieri? I capomastri erano normalmente degli ingegneri, impartivano ordini e volevano che fossero eseguiti immediatamente. (Val. QI) 22. C’erano dei tedeschi che trattavano bene i prigionieri e che prestavano loro aiuto? Gegen Ende des Krieges gab es einige deutsche Meister, die uns Mut machten, durchzuhalten, weil bald die Befreiung da sei. 23. Aveva l’impressione che vi fosse un sentimento di solidarietà fra gli internati? Vi era il pericolo di essere denunciati da altri internati? Fra internati ci aiutavamo a vicenda, per quanto possibile. Quando riuscivamo a recuperare qualcosa da mangiare lo dividevamo con i vicini di branda. Non penso che tra internati ci fosse qualcuno che facesse la spia. Eravamo tutti nelle stesse condizioni e cercavamo di aiutarci a vicenda. (Vgl. ОТ) 24. Vi erano tentativi di fuga da alcuni internati? Come venivano puniti 1 rifugiati? Ja, einige Gefangene aus Genua versuchten einmal zu fliehen. Sie wurden gefasst und mit Peitschenhieben bestraft, mit einer Peitsche aus Rindsleder. 25. Vi erano tentativi di reclutare degli internati per i fascisti italiani, le guardie o altri gruppi da parte dei tedeschi? No, non mi risulta. (Val. QI) 26. Ha avuto contatti con giovani tedeschi, forse in uniforme (i cosiddetti “Giovani di Hitler”, la Hitlerjugend), durante il lavoro o al di fuori del lavoro? E se si, come si comportavano questi ragazzi? Nein, die schlimmsten waren die “polizei”: Sie hatten einen Helm mit einem Stachel (Pickelhaube? I.S.), in der Hand einen Schlagstock. Sie hielten uns an, wenn irgend etwas nicht in Ordnung war, oder wenn sie uns draußen ohne Erlaubnisschein erwischten, gaben sie uns 21 Mark Strafe. Manche junge Leute spuckten aus, wenn sie uns sahen und sagten: “Badogliani”. 27. Siricorda com’era l’assistenza medica? Che cosa sa sugli ospedali da campo del lager? Ich weiß nicht, weil ich nie in Lazarett eingewiesen worden bin. 28. Quanto alta era la mortalita nei lager? Sa dove seppellivano i morti? Ich weiß nicht, wie hoch die Sterblichkeitsrate war. Al mattino passava un camion in tutti lager che caricava i morti. Non so dove venissero sepolti. (Vgl. QI) 29. Era nel lager insieme a vicini di casa o conoscenti? In caso di risposta affermativa, quanti di loro sono sopravvissuti a questo trattamento disumano? Wir waren 35, alle während der Massenverhaftung am 21. Juli in Robecco festgenommen. Die meisten waren aus Robecco, andere wie ich aus Magenta und wieder andere aus den umliegenden Dörfern. Neun starben im Lager. 30. Che cosa & successo nel Suo lager nelle ultime settimane di guerra? Die Kontrollen waren nicht mehr so streng und einige Tage lang brachten sie uns nicht zur Arbeit. An einem Tag ließen sie uns die Vorratslager ausräumen, gaben uns Decken und gegen Abend sagten sie uns, wie sollten uns auf die Heimreise machen (zu Fuß). 31. Siricorda del fatto che i tedeschi cacciassero alcuni degli internati dal lager con forza poco prima della liberazione? Faceva per caso parte di questi internati? Come si è svolta questa azione? Non mi risulta. (Vgl. Q1) 32. Si ricorda di avvenimenti particolari nel lager (visite di persone importanti, bombardamenti, decollo di un aereo dalla pista)? Li può descrivere? Sì, una volta arrivò in visita Hermann Goering. Per tale occasione ci fecero spianare la cima di una montagna, perchè doveva servire per formare un campo di aviazione V1 e V2. (Vgl. Q1, erste Hälfte) Scavavamo delle gallerie lunghe circa 40 km dove venivano collocate dei macchinari per fabbricare armi. 33. Aveva la possibilità di rimanere in contatto con la Sua famiglia con pacchi e lettere? Sa se le lettere ed i pacchi subivano dei controlli e venivano eventualmente derubati? Le lettere venivano in parte censurate, i pacchi venivano controllati e non sempre trovavamo quanto i parenti ci inviavano da casa. (Vgl. Q1, Sätze 1+2) 34. Come si è svolta la Sua liberazione? Qual’era il Suo stato di salute a questo punto? Eines Abends, gegen Ende April 1945, stellten die Deutschen uns in Reih und Glied auf und ließen uns losmarschieren. Ich blieb ein wenig zurück, da meine Beine mich nicht mehr trugen, mit mir waren zwei andere aus Casorate Primo, ein Dorf bei Pavia, die sagten mir, ich solle zurückbleiben, am Ende der Kolonne. Als es dunkel wurde, schlugen wir uns in ein Wäldchen und versteckten uns jeder hinter einem Baum. Die Deutschen schossen in den Wald, gingen aber dann weg. Von meinen Kameraden aus Robecco sah ich keinen mehr. Wir blieben zwei Tage im Wald und ernährten uns von Gras, Wurzeln und Kräutern. Eines Morgens sahen wir Deutsche, die flohen und ihre Uniformen und Waffen zurück ließen. Von weitem sahen wir einige Hütten, wir gingen hin und traten in eine davon ein. Es kam ein amerikanischer Soldat und wir versuchten zu sagen, dass wir Italiener seien. Dann sahen wir auch einen kleinen Lastwagen mit einem weißen Stern, und da schrieen wir: Italiener! Einer der Soldaten auf dem LKW antwortete. “Italiener, Paisan” (Name? LS.) Die Amerikaner (es waren die selben, die auch in der Normandie gelandet waren) gaben uns Dosenfleisch, Schokolade, Kekse, Zigaretten, usw. Dann konnten wir uns satt essen. Abends gingen wir ins Dorf, die Amerikaner brachten uns in ihre Versorgungsstelle und wir aßen, dann brachten sie uns zu unserem Schlafplatz in einem Bauernhaus, und befahlen der Besitzer, uns zu verpflegen und uns nicht arbeiten zu lassen. Morgens erwachten wir mit dem ersten Hahnenschrei und fanden im Stroh einige Hühnereier und ich erinnere mich, dass ich 6-7 davon austrank. Der Besitzer kam und brachte uns Marmeladenbrote. Die Amerikaner brachten uns in ihre Versorgungsstation und gaben uns zu essen, und wir spülten im Gegenzug die Töpfe. Auch deutsche Frauen kamen zur Versorgungsstation und baten um etwas zu Essen und wir gaben ihnen Fleisch, Weißbrot und verschiedenen Lebensmittel. Nach einer Woche sagten uns die Amerikaner, sie müssten weiter, und wir drei baten, mitkommen zu dürfen. Sie brachten uns nach Tschechien, dort blieben wir einen Monat lang. Ich aß gut und nahm wieder zu. Dann brachten sie uns wieder nach Deutschland, in die Nähe von Stuttgart, und wir warteten darauf, dass die Bahnstrecke repariert wurde, damit wir in einer Fahrt nach Italien zurück kehren konnten. Dort traf ich Leute aus meinem Dorf und aus den Dörfern in der Nähe von Magenta. Mit einem Truppentransport brachten sie uns noch Bozen, und schließlich kamen wir nach Pescantina bei Verona. Die Amerikaner luden uns auf LKWs und brachten uns zum Hauptbahnhof in Mailand. Von dort nahm ich den ersten Zug nach Turin und kam gegen 4 Uhr morgens des 26. April 1945 auf dem Bahnhof von Magenta an. Quali erano le condizioni dopo la liberazione ad opera degli americani e come si comportarono i civili tedeschi? Wir waren alle völlig ausgezehrt. Noch ein Monat im Lager und wir wären alle gestorben. Die amerikanischen Soldaten tischten uns alles Mögliche auf und wir aßen gierig. Zuhause angekommen wog ich schon wieder 65 Kilo, ich hatte 30 kg in drei Monaten zugenommen. 35. E venuto a sapere se delle ex-guardie o altre persone sono state arrestate dopo l’avvento degli americani? No, non ho saputo piu nulla (Vgl. Q1) 36. Quando é tornato in Italia? Arrivai a Magenta il 26 Luglio 1945 alle quattro del mattino. Passai davanti alla casa di mia zia e dalla finestra vidi che era gia alzata, perché si stava preparando per i lavori nella stalla. La chiamai, lei fece un urlo di gioia che svegliò tutto il vicinato, mi corse incontro e mi abbracciò più volte. Mia cugina prese la bicicletta e corse ad avvisare i miei genitori.

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Quellen und Nachweise

  1. zeitzeugen_komplett.pdf (Original, 845 Seiten)