Testimonianza
Testimonianza storica Bruno Tomasi
Corrispondenza e trasmissione di ricordi di Bruno Tomasi sul viaggio in Germania, lavoro presso Siemens-Schuckert nel complesso REIMAHG, vita quotidiana nel campo e alla posta, supporto da parte di famiglie tedesche, liberazione, ritorno a casa e ricordi successivi.
Stato della ricerca documentato
Record di ricerca
Dati documentati
- Persona
- Bruno Tomasi
- Ruolo
- Italienischer Zwangsarbeiter bei Siemens-Schuckert im REIMAHG-Komplex
- Luogo
- Kahla / Walpersberg / Grosseutersdorf / Weimar
- Periodo
- 1944-1945; Nachkriegserinnerung bis 1997
- Origine
- Italien
Tradizione documentaria e contesto
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Fonte: Uebersetzungen_Bruno_Tomasi_Band_01_1944-03_bis_1944-05.md
# Bruno Tomasi: Traduzioni tedesche della corrispondenza
## Volume 1: marzo a maggio 1944
Stato del lavoro: 28 agosto 2026
## Nota editoriale
I testi seguenti sono traduzioni tedesche di lavoro, vicine alla fonte, delle cartoline manoscritte in italiano. Le scansioni storiche rimangono la fonte autorevole. Parole non chiaramente leggibili e parti danneggiate sono contrassegnate con `[illeggibile]` o `[?]`. Ortografia e punteggiatura sono state normalizzate con cura per la leggibilità. Pagine contenenti solo immagini non sono tradotte separatamente; dati di indirizzo e timbri postali sono riportati solo se rilevanti per il contenuto.
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## 3 marzo 1944 – Milano, Duomo di Milano
**A:** Famiglia Giulio Tomasi, San Maurizio d’Opaglio, Novara
Da voi è il vostro Bruno, che sta molto bene. Come vedete, sono al Tempio della Vittoria o al monumento ai caduti. Il raffreddore è sparito. Cordiali saluti e baci.
Il vostro Bruno
**Nota:** La frase centrale è resa in modo approssimativo a causa della scrittura fitta.
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## 1 aprile 1944 – prima della partenza
Cari genitori,
oggi parto. Vi mando l’indirizzo di un mio amico, che come me lavora come disegnatore. Speriamo di viaggiare insieme. In ogni caso potete chiedere di me alla sua famiglia, se non ricevete mie notizie direttamente.
Cordiali saluti e baci dal vostro
Bruno
**Indirizzo aggiuntivo sulla cartolina:** G. Branca [?], Via A. Giovannotti 18, Cambiago – Lago Maggiore [?].
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## 3 aprile 1944 – Sesto San Giovanni, cartolina A
Cari,
sono arrivato felice a Sesto. Ho sistemato tutto. Oggi alle quattro parto.
Saluti e tanti baci a tutti voi.
Bruno
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## 3 aprile 1944 – Stazione di Sesto San Giovanni, cartolina B
Cari,
come vi ho già scritto in una cartolina precedente, ora sono sul treno. Sono con i miei amici in un bel posto; abbiamo un viaggio piacevole.
Appena riceverete questo messaggio, accettate un caro saluto e un affettuoso bacio dal vostro
Bruno
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## 4 aprile 1944 – Bolzano
Cari,
sono a Bolzano. Il viaggio procede bene.
Baci.
Bruno
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## 4 aprile 1944, ore quattro di notte – Stazione di Trento
Sono le quattro di notte. Sono alla stazione di Trento. Io e i miei amici stiamo bene.
Baci.
Bruno
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## 4 aprile 1944, ore nove e trenta – Brennero
Sono arrivato felice al Brennero. Tutto procede bene. Un cordiale saluto a Fiorenzo, Mimma, mamma e papà e un grande bacio a tutti.
Il vostro Bruno
Anche tutti i compagni stanno bene.
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## 18 aprile 1944 – Kahla
Cari,
spero che questo messaggio vi raggiunga e vi porti grande gioia. Scusate che sia solo una cartolina breve. Questo perché il mio indirizzo preciso non è ancora definito. Appena sarà sicuro, ve lo comunicherò insieme a notizie più dettagliate in una lunga lettera.
Per ora posso dirvi che mi trovo in una piccola città molto tranquilla, che finora non ha sentito il rumore degli aerei nemici. La mia salute è [molto buona]; anche i miei amici stanno bene, quelli che dopo la distribuzione o il trasferimento sono venuti con me a Kahla.
Al momento non abbiamo ancora i nostri posti di lavoro definitivi. Lavoriamo tutti a un grande e urgente cantiere e aspettiamo che ci vengano assegnate le nostre professioni vere. Per ora lavoro alla „Siemens“ come elettricista. Come potete immaginare, è un lavoro molto interessante per me. Non è particolarmente duro, anche se lavoriamo molte ore al giorno.
La domenica non si lavora – speriamo che rimanga così. Aspettiamo altri italiani. [Passaggio su tempo libero o calcio poco chiaro.]
Cari, state sempre tranquilli. Il mio stato di salute è ottimo e il freddo non è molto forte. Molti saluti a voi e ai cari parenti. [Nomi illeggibili.] Baciateli da parte mia.
Il vostro Bruno
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## 3 maggio 1944 – Kahla, soprattutto a Fiorenzo
Quando penso a te, caro Fiorenzo, volevo scriverti questa cartolina per chiederti – o meglio: per spronarti a studiare. Siamo già a maggio e quindi, credo, alla fine del tuo anno scolastico.
Caro fratello, sei giovane e non puoi ancora capire che il sacrificio che fai oggi sarà ricompensato ampiamente nella tua vita futura. Quello che oggi impari ti servirà senza dubbio. Anche se ti costa fatica, studia con volontà e non rimandare a domani.
Il proverbio dice: „Impara un mestiere e conservalo per dopo.“ Ti do un esempio personale, perché è vero: sai che mi sono appassionato all’elettricità, anche se la mia professione vera è quella di disegnatore. Proprio questa passione mi ha reso qui uno dei più fortunati nel campo.
Se oggi sono soddisfatto, non è perché esercito la mia vera professione, ma perché ho potuto dimostrare di sapere qualcosa di un mestiere che prima non pensavo mi sarebbe mai servito.
[Sul retro, a causa di timbri e scrittura fitta, consigli in parte illeggibili.] È necessario che tu studi e acquisisca conoscenze. Non scoraggiarti. Saluti a Mimma e mamma e baci a tutti.
Il vostro Bruno
**Valore della fonte:** Bruno spiega qui stesso che la sua vera professione era disegnatore e che le sue conoscenze aggiuntive in elettrotecnica gli hanno permesso un impiego relativamente favorevole nel campo.
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## 13 maggio 1944 – Kahla
Cari,
purtroppo devo comunicarvi che l’indirizzo del mio campo è cambiato di nuovo. È un grande disagio, perché così non posso ricevere i vostri messaggi. Mi consola solo il fatto che molte mie lettere e cartoline non sono tornate indietro. Spero che almeno alcune siano arrivate.
In ogni caso posso dirvi di nuovo che le mie condizioni di vita sono molto migliorate. Oggi il nostro ispettore mi ha dato il permesso di restare a casa o nel dormitorio per poter pulire. Sono molto soddisfatto.
È una splendida giornata di primavera. Dopo aver pulito e mangiato, sono andato a fare una passeggiata in un bosco vicino. [Segue un passaggio difficile da leggere su patate e carne cotta.] Al mattino ero come al solito al mio posto di lavoro. Il lavoro diminuisce sempre di più e perciò diventa sempre più noioso per me.
In questa piccola città la vita è [passaggio illeggibile]. Vi scriverò più dettagliatamente in una lunga lettera. Per favore usate fino ad allora il nuovo indirizzo mittente.
Tanti saluti e baci.
Bruno
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## 18 maggio 1944 – Kahla
Cari,innanzitutto devo parlare un po’ della mia cara mamma, che mi ha dato la grande gioia di farmi ricevere finalmente dopo quindici giorni le vostre notizie. Mamma, come ho già accennato sopra, ho ricevuto la tua lettera tanto attesa. Mi ha dato grande conforto.
Sono rimasto molto sorpreso di sapere che durante il viaggio avete ricevuto i miei messaggi tramite una delle mie tante cartoline. Anche i miei amici mi hanno scritto che i loro familiari hanno ricevuto i miei saluti.
Rino e Piero [cognome o riferimento al luogo incerto] si trovano, per quanto ne so, ancora nello stesso posto. Molti dei miei compagni sono stati distribuiti in vari luoghi. Sono uno dei più fortunati, perché dopo la prima distribuzione sono stato prima a Rosengarten e poi qui a Kahla.
Kahla è una piccola città che è stata risparmiata e finora non ha mai subito bombardamenti come altri luoghi. Gli abitanti appaiono riservati o indifferenti verso gli stranieri. Tuttavia, me la cavo.
Alcuni dei miei compagni sono andati a Weimar. Non mi dispiace essere qui, anche se così non sono certo più vicino alla nostra Italia. Qui è una zona a vocazione agricola.
[Sulla pagina dell’indirizzo seguono indicazioni parzialmente sovrastampate su alloggio, alimentazione e l’indirizzo valido.] Non dovete preoccuparvi per me. Saluti a tutti e tanti baci.
Bruno
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## 28 maggio 1944 – Kahla
Cari,
a seguito della mia cartolina numero 1 voglio dirvi che devo molto al caro Dio, che mi protegge in modo straordinario. Questa famiglia è diventata per me una seconda madre. Ha ritrovato in me il figlio errante o assente di un tempo, come mi dice, e mi dà da mangiare. Per me è una grande provvidenza.
Mi lascia prendere quasi sempre quello che voglio, e lo accetto con grande gratitudine. Non mi viene negato nulla. Quindici giorni fa ho aiutato a macellare il suo maiale. La carne era molto buona, e il giorno dopo mi ha preparato un pasto di cui voglio raccontarvi: circa un chilo di buon pane e un piatto con un grosso pezzo di carne.
Anche negli altri giorni c’è sempre per me un piatto di patate, a volte con un pezzo di carne, un uovo o patate con carne bollita o fritta. [Nomi di alcuni piatti incerti.] Una volta ho ricevuto persino una pentola con due litri di [contenuto illeggibile] e un pezzo di pane.
Cari, tra gli circa 800 italiani che si trovano qui, probabilmente sono il più fortunato. Fin dall’inizio ho trovato molta disponibilità da parte di tutti.
[Continuazione sulla pagina dell’indirizzo fortemente sovrastampata.] La signora mi tratta come un figlio e dice più o meno che devo venire da lei a mangiare. Ricambio il suo affetto con gratitudine. Quindi non preoccupatevi per me.
Tanti saluti e baci.
Bruno
**Valore della fonte:** La cartolina documenta molto chiaramente un’eccezionale assistenza individuale aggiuntiva da parte di una famiglia tedesca. Il confronto di Bruno con circa 800 italiani mostra anche che egli stesso considerava la sua situazione un caso speciale.
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## 30 maggio 1944 – Kahla
Cari,
con enorme gioia oggi ho ricevuto la vostra seconda lettera molto cara. Sono molto felice di sapere che state bene, così come lo sono io. Tra due o tre giorni vi scriverò una lunga lettera, perché vi devo una risposta dettagliata.
Il mio lavoro procede sempre meglio. Per quanto riguarda il cibo, non dovete preoccuparvi per me. Se avete ricevuto le mie cartoline domenicali del 28, potete immaginare con quale vera gioia i vostri parenti o conoscenti mi hanno preparato un pasto indimenticabile con dolci così buoni come li ho potuti gustare solo qui in Germania.
Avete gli indirizzi dei conoscenti che si trovano a Vienna? Per favore, mandatemi quelli. Il mio indirizzo ora è come indicato in questa cartolina.
Sono molto felice della vostra bella idea di [invitarmi o invitare i miei conoscenti]. [La continuazione sulla pagina dell’indirizzo è parzialmente illeggibile a causa di timbri.] Penso sempre a voi, a mamma, papà, Mimma e Fiorenzo. Cordiali saluti ai parenti e tanti baci.
Vostro Bruno
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## Relazione intermedia marzo-maggio 1944
Le cartoline mostrano un’evoluzione riconoscibile:
1. All’inizio di aprile Bruno documenta il viaggio a tappe verso nord e rassicura la famiglia con brevi segni di vita.
2. Il 18 aprile nomina per la prima volta il grande cantiere presso Kahla, il lavoro inizialmente non definitivo e la sua attività provvisoria come elettricista Siemens.
3. Il 3 maggio spiega a posteriori che in realtà era disegnatore e che le sue conoscenze elettrotecniche gli avevano procurato una posizione migliore nel campo.
4. A metà maggio riferisce di indirizzi di campo variabili, Rosengarten e Kahla, e della distribuzione dei suoi compagni in diversi luoghi.
5. A fine maggio descrive un’assistenza aggiuntiva eccezionalmente buona da parte di una famiglia tedesca. Si definisce esplicitamente uno dei più fortunati tra circa 800 italiani.
Questa rappresentazione positiva di sé deve essere letta con spirito critico. Le cartoline servivano a rassicurare la famiglia e probabilmente erano soggette a controllo postale. I vantaggi relativi descritti non cambiarono l’inserimento nel sistema del lavoro forzato.
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Fonte: Uebersetzungen_Bruno_Tomasi_Band_02_1944-06.md
# Bruno Tomasi: traduzioni tedesche della corrispondenza
## Volume 2: giugno 1944
Stato del lavoro: 28 agosto 2026
## Nota editoriale
Traduzioni tedesche di lavoro molto fedeli alle cartoline manoscritte in italiano. Letture incerte o coperte da timbri postali sono tra parentesi quadre. La lettera dettagliata del 1° giugno e quella del 16 giugno sono disponibili come file di trascrizione e traduzione separati e qui sono solo menzionate cronologicamente.
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## 1° giugno 1944 – Lettera alla famiglia
Già trascritta e tradotta integralmente come versione di lavoro separata.
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## 7 giugno 1944 – Kahla
Cari,
come al solito non manco di darvi mie notizie. Spero che prima di questa cartolina abbiate già ricevuto una mia lettera in cui vi ho raccontato tutto ciò che per voi è particolarmente interessante.
Ora vi chiedo di scrivermi subito non appena riceverete questa cartolina di cui oggi parlo. Poi spero di poter ordinare meglio la mia posta e inviarvi altre notizie.La mia salute è ancora ottima. Il lavoro è addirittura invidiabile. Ogni giorno vado a mangiare dai miei conoscenti tedeschi [o dalla famiglia tedesca]; inoltre lavoro nell’ufficio tecnico.
Come sempre, è mio ambizione dimostrare buona volontà nel lavoro. Il mio buon ispettore ha aumentato il mio salario di sei lire al giorno.
[Il testo si interrompe al margine inferiore della cartolina; la cartolina dell’8 giugno dovrebbe integrare la comunicazione.]
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## 8 giugno 1944 – Continuazione o breve cartolina
Cari,
[l’inizio è difficile da leggere a causa del timbro e della scrittura fitta.] Vedete che il vostro Bruno non dorme affatto né è inattivo. Sto bene e non perdo occasione per darvi notizie.
Salutate tutti da parte mia. Mille baci a ciascuno, specialmente a mamma. Saluti anche ai parenti.
Il vostro Bruno
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## 14 giugno 1944 – Kahla
Cari,
vi scrivo questa cartolina per dirvi che sto bene come sempre. Ho ricevuto la vostra sesta lettera. Gli indirizzi che mettete sulla mia corrispondenza sono arrivati correttamente o mi hanno raggiunto.
Sono molto felice di sapere che siete tutti in salute e vi ringrazio soprattutto per la prima lettera, che conteneva molte notizie per me molto interessanti. Cari, risponderò con un’altra lettera più dettagliata.
Tanti saluti a tutti i nostri cari parenti. Oggi ho risposto alla vostra lettera del 3 giugno 1944.
Cordiali saluti e baci.
Il vostro Bruno
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## 16 giugno 1944 – Lettera a Giulio Tomasi e famiglia
Già elaborata separatamente come trascrizione italiana provvisoria con traduzione tedesca.
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## 21 giugno 1944 – Kahla
Cari,
con grande gioia ho ricevuto la vostra, credo, settima lettera molto cara, datata 9 giugno. Mi dispiace sentire che ancora pensate che la mia posta non vi raggiunga.
Cara mamma, due lettere sono in viaggio o dovrebbero raggiungerti. La prima del 3 giugno è arrivata da voi, dopo che apparentemente avete cambiato idea. L’altra [lettera dettagliata] spero seguirà presto. Spero di ricevere presto altre care notizie da voi e in esse la risposta che volevate dare alla mia ultima lunga lettera.
Per quanto riguarda l’occupazione dei miei cari amici, non li invidio affatto. Qui sono almeno rispettato e posso svolgere i miei compiti con una certa autonomia. Allo stesso tempo sono sempre in giro per lavoro. Come vedete, sto bene.
La mia salute è come sempre ottima. Sono molto soddisfatto del mio lavoro. Tanti saluti e baci a tutti.
Il vostro Bruno
**Valore della fonte:** L’affermazione sul rispetto, l’autonomia lavorativa e il continuo spostarsi corrisponde alla sua successiva funzione documentata di corriere e procuratore. Descrive una posizione relativamente speciale, non l’abolizione del suo status di lavoratore forzato.
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## 22 giugno 1944 – a Maria Ida Tomasi
Cara sorellina,
voglio scriverti questa cartolina perché so che ti farà molto piacere. Già due giorni fa ho risposto all’ultima cara notizia arrivata dalla nostra cara mamma. Spero che abbiate ricevuto la mia risposta prima di questa cartolina.
Comunque voglio chiederti, Mimma, come va il tuo lavoro e se sei già d’aiuto a mamma. Cara Mimma, tu e Fiorenzo avete finalmente smesso di litigare per le ciliegie? Se mi rispondi, ti prego di farmi il favore di cominciare ad aiutare papà nella raccolta. Raccontami anche più o meno se i frutti quest’autunno saranno buoni.
Cara Mimma, spero che tu stia sempre bene. Vai a lavorare qualche volta? Per favore saluta ancora da parte mia i nostri cari parenti, i vicini e tutti gli altri. Passa loro i saluti che ti mando.
Bacia papà e mamma da parte mia. Ti mando un bacio affettuoso.
Bruno
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## Bilancio intermedio giugno 1944
La corrispondenza di giugno conferma e rafforza la posizione speciale di Bruno già visibile:
- Indica l’ufficio tecnico come ambiente di lavoro.
- Riporta un aumento di salario di sei lire al giorno.
- Si descrive come rispettato, relativamente autonomo e spesso in giro per motivi di lavoro.
- Allo stesso tempo è molto preoccupato per l’affidabilità della consegna della posta; conta le lettere e chiede ripetutamente conferme di ricezione.
- Il tono rimane consapevolmente rassicurante: salute, lavoro e sostentamento sono presentati quasi in modo formulaico positivo.
Queste autoaffermazioni vanno confrontate con le attestazioni Siemens e i ricordi successivi. In particolare l’espressione di libertà o autonomia si riferisce chiaramente al suo compito concreto rispetto ad altri lavoratori del campo e non va intesa come libertà personale generale.
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Fonte: Uebersetzungen_Bruno_Tomasi_Band_03_1944-08_bis_1944-12.md
# Bruno Tomasi: traduzioni tedesche della corrispondenza
## Volume 3: agosto-dicembre 1944
Stato del lavoro: 28 agosto 2026
## Nota editoriale
Traduzioni tedesche di lavoro vicine alla fonte. Indicati tra parentesi quadre i nomi di luoghi oscurati, parti di cartoline mancanti e parole coperte da censura o timbri postali. La lunga lettera di Natale del 26 dicembre è riportata integralmente nel contenuto, ma in alcune parti difficili da leggere è tradotta per senso e non letteralmente.
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## 25 agosto 1944 – nuova sede, posta via Weimar
Cari,
ieri ho ricevuto due vostre care lettere raccomandate del 7 e 10 agosto. Capisco la vostra preoccupazione per non aver ricevuto mie notizie. Come potete immaginare, ho dovuto trasferirmi. Appena mi è stato comunicato ufficialmente il trasferimento, vi ho scritto subito. Spero che abbiate ricevuto questa notizia nel frattempo. Dalle vostre due lettere precedenti già intuisco le tristi notizie sulla morte del nostro cugino Riccardo. Preghiamo il buon Dio che lo faccia riposare in pace con sé.
Cara mamma, devi farmi il favore di informarmi sull’arrivo del denaro dalla Germania e sul cambio applicato, cioè quante lire italiane ricevete per ogni [unità trasferita]. Per favore comunicamelo.
Cari, sto bene come sempre. Sono occupato [con la nuova situazione] e con il cambio del posto di lavoro quasi [passaggio illeggibile].
Scrivetemi per favore lettere raccomandate e usate il nuovo indirizzo. Un caro saluto e tanti baci a tutti.
Il vostro Bruno
**Indirizzo:** Tomasi Bruno, [indicazione campo/servizio oscurata], Weimar, Germania.
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## 6 ottobre 1944 – Weimar
Cari,da ormai più di un mese non ho la gioia di ricevere vostre notizie. Non so cosa pensare di questo. Comunque conservo la mia speranza e prego che alla fine tutto vada bene; vi prego di non preoccuparvi anche voi.
In una delle mie tante lettere vi avevo chiesto di inviarmi in futuro più lettere raccomandate. Ora che vedo questo silenzio e la posta raccomandata mi dà più sicurezza, vi chiedo di nuovo di spedire le lettere come raccomandate e possibilmente per posta aerea.
State tranquilli che non mi tormento con impazienza solo perché non arriva posta. Per me è decisivo che stiate tutti bene e che la posta sia in viaggio. Anche voi quindi non dovete pensare a qualcosa di brutto se in futuro le mie notizie dovessero mancare.
La mia salute è ancora ottima; anche per il resto sto bene. Tanti cari saluti e baci.
Vostro Bruno
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## Ottobre 1944 – Nina a Bruno, onomastico
Caro Bruno,
ieri ti ha scritto Fiorenzo, ma che importa? Oggi è il tuo onomastico e non possiamo fare altro che parlare incessantemente di te. Ti dispiace se i nostri auguri ti arrivano così tardi? A nome di tutti i nostri cari ti mando i più belli auguri e la sincera speranza di averti qui l’anno prossimo per poterti consegnare il tradizionale mazzo di fiori.
Caro fratellino, ieri sera abbiamo avuto la fortuna di ricevere la tua cara cartolina di settembre. Preghiamo sempre il Signore che ci conceda almeno di tanto in tanto la grazia di ricevere tue notizie. Siamo felici che tu stia bene. Anche a noi tutti va molto bene. Ora mostriamo la tua cartolina agli amici, che saranno contenti che tu pensi a loro.
Ti lascio ora, caro fratello, con un bacio, perché anche papà vuole scrivere.
Tua Nina
[Seguono brevi saluti di altri familiari.]
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## 11 ottobre 1944 – Weimar
Cari miei,
come al solito comincio dicendovi che sto molto bene. Lavoro in un ufficio postale o meglio in un punto postale. Per questo da un po’ di tempo sono un po’ distratto o molto occupato.
Ho saputo da un amico di Borgomanero che fortunatamente dopo sette mesi ha finalmente ricevuto una lettera da sua madre. Lei era molto preoccupata ed era persino andata a Borgomanero per sapere qualcosa di lui dai suoi amici. Questo mi fa pensare a voi e al fatto che anche voi potreste preoccuparvi.
Cara mamma, devi sapere che penso a te e ti porto nel cuore. Voglio raccontarti tutte le notizie importanti. Sto bene e qui mi sento relativamente a mio agio. Mi trattano con gentilezza; per via dei miei compiti ho più possibilità di prima.
Spero di ricevere presto vostre lettere. Intanto vi mando a tutti tanti cari saluti e molti baci.
Vostro Bruno
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## 15 novembre 1944 – cartolina danneggiata da Weimar
Cari,
la scorsa settimana ho ricevuto notizie dalla nostra Nina. Mi ha detto che ha ricevuto una lettera da te. [Un amico o conoscente] voleva andare a Vienna, ma ha deciso di aspettare prima di partire.
È vero che [nome illeggibile] mi aveva proposto di fare una domanda. Gli ho però detto subito che [al momento non posso o non voglio farlo].
Vi assicuro che continuo a lavorare bene. Per fortuna i miei superiori mi trattano con gentilezza e anche nel lavoro quotidiano me la cavo.
[Grandi parti della cartolina mancano.] Tanti saluti e baci.
Bruno
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## 26 dicembre 1944 – lunga lettera di Natale da Weimar
Cari miei,
ecco una delle mie lunghe lettere che vi piacciono tanto. In questa il tema sarà il Natale – il Natale che ho trascorso qui lontano dalla mia famiglia. Voglio dirvi che comunque mi sono sentito bene. Immagino che abbiate ricevuto la mia lettera del 20 ottobre; allo stesso tempo non voglio anticipare nulla e spero di ricevere presto anche vostre notizie.
Non potete immaginare quanto sia stata grande e inaspettata la pausa natalizia di tre giorni qui. Come in Italia il Natale non è solo in casa, ma anche al lavoro e negli uffici una festa importante. Anche nella nostra baracca sono stati messi e decorati piccoli alberi di Natale. Domenica 24 tutti i miei compagni di alloggio erano via perché invitati da varie persone.
Anche per me la vigilia è stata molto bella. La famiglia che mi aveva invitato mi ha trattato come un figlio. C’è stato un pasto speciale e mi hanno dato regali e cose per la vita quotidiana: un paio di calzini nuovi di pura lana, una mutanda nuova, tabacco, due piccoli asciugamani verdi o panni da lavarsi e un pallone da calcio di buona pelle per la nostra squadra.
Il primo giorno di Natale ci siamo alzati verso le dieci, ci siamo lavati e preparati per il pranzo. Come il giorno prima la mia seconda famiglia aveva preparato tutto e mi ha accolto calorosamente. La sera c’è stato un altro invito e un bel pasto. In realtà volevo passare la giornata nella baracca per godere della tranquillità e aiutare questa buona famiglia, a cui devo tanto, in vari lavori.
Il giorno seguente ero di nuovo in giro e ho lavato anche le mie cose. Volevo sfruttare bene i tre giorni liberi. La vita e il lavoro qui non sono certo un paradiso; tuttavia posso solo dirvi che in questo periodo ho vissuto più di dieci feste o inviti. Verso le undici e mezza sono andato a un pranzo straordinariamente buono. Più tardi ho visitato altre persone, anche se in realtà non volevo mangiare ancora. Ovunque sono stato accolto con gentilezza.
Oltre a vari doni ho ricevuto anche un grande pacco che ho aperto: conteneva un piccolo coniglio bianco o una figura di coniglio, un pacchetto di dolciumi e altre cose buone. I tanti piccoli regali mi hanno mostrato ancora una volta il grande affetto delle persone con cui ho a che fare qui.
Dopo questa distribuzione di doni potete immaginare quanto fossi felice. Nel complesso questo Natale è stato per me molto bello nonostante la lontananza da voi. Spero che anche voi abbiate trascorso le feste nel miglior modo possibile.
Con i più cari saluti e baci affettuosi
Vostro Bruno
**Postilla:** Scrivetemi presto e state bene. Saluti a Nina, Pina e Rino [?].**Quellenwert:** La lettera mostra un coinvolgimento straordinariamente intenso nelle reti private di sostegno tedesche. Bruno distingue espressamente tra i rapporti personali amichevoli e la vita e il lavoro fondamentalmente difficili: «La vita e il lavoro qui certamente non sono un paradiso.»
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## 27 dicembre 1944 – cartolina danneggiata
Miei fratelli,
ieri vi ho scritto una lunga lettera in cui vi raccontavo, a voi e ai nostri cari, che ho trascorso un buon Natale.
Spero e desidero di cuore che anche voi abbiate passato le feste altrettanto bene e tranquillamente. Come vi dico già da tempo nelle mie lettere, non ho più la grande gioia di ricevere vostre notizie. Spero di riceverne presto di nuovo. Se dovrò aspettare ancora un po’, non diventerò comunque impaziente o scoraggiato.
[Continuazione sul retro dell’indirizzo parzialmente distrutta.] Penso a voi, a mamma e papà e a tutti i parenti. Cordiali saluti e tanti baci.
Vostro Bruno
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## 31 dicembre 1944 – Weimar
Cari,
è arrivato l’ultimo giorno dell’anno. Stamattina, quando mi sono alzato, sono rimasto sorpreso di vedere che aveva nevicato molto. La neve bianca copre tutta la zona. In questo momento, mentre sto dietro le finestre del mio ufficio, vedo che continuano a cadere grandi fiocchi. Non possiamo lamentarci del tempo.
Se parliamo di quest’anno, dobbiamo dire che è stato troppo ricco di eventi. La prima neve è caduta già all’inizio di novembre; ora si mostra di nuovo in tutta la sua forza.
Cari, trascorro le ultime ore dell’anno in uno stato d’animo relativamente piacevole e sono quasi felice pensando all’anno 1944, che per me è stato così [altalenante o significativo].
Vi auguro per il 1945 salute e pace. Speriamo che il nuovo anno ci riunisca di nuovo. Tanti saluti e baci.
Vostro Bruno
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## Relazione intermedia agosto-dicembre 1944
- Tra giugno e agosto Bruno è stato trasferito in un nuovo luogo di lavoro indirizzato a Weimar.
- Riporta trasferimenti di denaro in Italia e chiede informazioni sul tasso di cambio.
- In ottobre indica un ufficio postale o un ufficio postale come luogo di lavoro.
- La mancanza di posta familiare diventa un tema centrale. Consiglia raccomandate e posta aerea.
- La lettera di Natale documenta numerosi inviti, regali e un legame stretto con privati tedeschi.
- Contemporaneamente definisce espressamente vita e lavoro non come un paradiso. La posizione materiale privilegiata rimane quindi un beneficio relativo e personale all’interno della condizione di costrizione.
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Fonte: Uebersetzungen_Bruno_Tomasi_Band_04_1945-01_bis_1945-04.md
# Bruno Tomasi: traduzioni tedesche della corrispondenza
## Volume 4: gennaio-aprile 1945
Stato del lavoro: 28 agosto 2026
## Nota editoriale
Traduzioni di lavoro tedesche delle cartoline di Bruno dall’ultima fase della guerra. Diverse cartoline sono fortemente timbrate o conservate solo da un lato. Tali testi sono resi in modo coerente e senza aggiunte inventate. Certificati Siemens e altri originali in lingua tedesca sono indicati per la collocazione temporale, ma non «tradotti».
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## 4 gennaio 1945
Cari,
come di consueto vi do mie notizie. Il mio lavoro procede ancora bene. Il mio ispettore ha persino assunto una donna russa di circa 38-40 anni, che mi aiuta al mattino per circa mezz’ora con le pulizie o piccoli lavori di supporto. È una donna robusta e gentile. L’unico problema è che non capisce una parola di tedesco. Con molta buona volontà riesco comunque a farle capire ciò che serve.
La mia salute è buona. Non preoccupatevi per me. Tanti saluti e baci.
Bruno
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## 5 gennaio 1945
Cari,
questa mattina ho dovuto andare a Kahla o in un altro luogo di lavoro per una questione del mio ufficio. Lì ho visitato un conoscente che aveva lavorato di notte e ora aveva alcuni giorni liberi perché aveva fatto servizio a Natale.
Come me, soffre soprattutto per non aver ricevuto notizie da casa da molto tempo. Da novembre non sa nulla della sua famiglia. Trascorre il tempo libero nel campo e cerca di tenersi occupato. Non ho potuto restare a lungo con lui perché dovevo tornare al lavoro.
Penso a voi e vi mando con grande affetto tanti baci.
Bruno
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## 8 gennaio 1945
Cari,
questa mattina sono stato in giro per incarico del mio ispettore. Sono arrivato in una piccola zona molto pittoresca, vicino a una grande montagna o altura. Lì si trova un vecchio castello, che dovrebbe avere molti secoli. Quando saprò il nome e altri dettagli, ve li comunicherò.
Questi viaggi mi permettono, nonostante il lavoro, di vedere un po’ il territorio. Sto ancora bene. Cordiali saluti e baci.
Bruno
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## 10 gennaio 1945
Cari,
oggi è passato un mese da quando [un certo evento o cambiamento al lavoro] è iniziato. All’inizio la comunicazione era molto difficile. Dovevo farmi capire con segni e il mio poco tedesco, e spesso ci voleva molto tempo prima che gli altri capissero cosa mi serviva.
Devo confessarvi che non era solo fastidioso, ma a volte anche divertente. Dopotutto sono uno straniero qui. Ora mi aiuta il mio piccolo buon dizionario; di solito mi faccio capire anche con il dialetto o le poche parole che ho imparato.
Sto bene. Tanti saluti.
Bruno
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## 13 gennaio 1945
Cari,
per caso ho incontrato un gruppo di italiani appena arrivati. Erano partiti dall’Italia solo la domenica precedente. Naturalmente ho fatto loro molte domande e volevo sapere novità dalla nostra patria.
Dalle brevi conversazioni ho dovuto concludere che la vita nella nostra povera Italia non può essere molto tranquilla, soprattutto per i giovani. Quando ci penso, mi consola sempre il pensiero che forse per me è stata comunque la scelta migliore o il male minore venire qui e cavarmela con quanta più buona volontà possibile.
Spero di cuore che stiate tutti bene. Tanti saluti e baci.
Bruno
**Nota critica alla fonte:** La formulazione sulla «scelta» di venire in Germania non può essere letta senza il contesto della guerra italiana, la minaccia di persecuzione dei giovani e la mancanza di reali alternative.
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## 28 gennaio 1945
Cari,come al solito sto bene. La mia salute è eccellente. Non mi manca nulla se non le vostre care notizie; l’ultima che mi è arrivata risale al 20 ottobre dell’anno scorso.
Non preoccupatevi però per questo. Restate calmi, come anche io rimango sempre calmo. Il mio lavoro procede bene.
Ricevete i miei più cari saluti e baci.
Vostro Bruno
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## 1 febbraio 1945
Cari miei,
gennaio è ormai passato. Il freddo è stato davvero rigido nella seconda metà del mese. Tuttavia, nella scorsa notte è diventato più mite, così la neve e il ghiaccio cominciano lentamente a sciogliersi e per le strade scorre molta acqua.
Questo inverno per me è insolito. Tuttavia sono in salute e me la cavo bene. Penso spesso a voi e spero che anche voi stiate bene.
Cari saluti e baci.
Bruno
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## 12/13 febbraio 1945
Cari miei,
oggi ho approfittato dell’occasione per pulire a fondo e mettere in ordine le mie cose. Quando si alza presto per venti giorni di fila, ci si lava e ci si prepara per il lavoro, anche questa routine quotidiana diventa un po’ faticosa. Perciò sono stato contento di avere un po’ più di tempo.
Nel pomeriggio sono andato come al solito dalle persone di cui già sapete e presso le quali trovo sostegno morale e accoglienza amichevole. La sera l’ho trascorsa con buoni amici.
Scrivetemi presto. Cari saluti e baci.
Bruno
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## 11 febbraio 1945 – Postilla a una lettera di famiglia del 3 gennaio
Cari miei,
oltre alle altre cose a cui ho già risposto, nel vostro caro scritto del 3 gennaio menzionate anche Paffoni, il cugino di [nome incerto], e Evelina. Ultimamente ho scritto diverse lettere chiedendo notizie.
Per favore chiedete alla signora Evelina se ha saputo qualcosa nel frattempo. Se sì, deve comunicarmelo di nuovo insieme all’indirizzo. L’indirizzo precedente deve essere stato cambiato; però non riesco a capire perché.
Tanti saluti e baci.
Bruno
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## 14 febbraio 1945 – Compleanno di Nina
Cari,
siamo già a metà febbraio. Nella prima metà di questo mese il clima è stato molto mite. Anche la gelata che si era formata a metà gennaio è quasi completamente sparita. Posso dire che qui a tratti non è stato quasi più freddo che da noi a Pianelli.
La data di oggi mi ricorda il compleanno della nostra Nina. Cara sorellina, ti mando i più belli e affettuosi auguri che tuo fratello Bruno possa farti.
Il mio lavoro procede regolarmente e bene. Anche la mia salute è sempre buona. Spero che anche voi tutti stiate bene. Scrivetemi. Saluti ai nostri parenti e tanti baci.
Nella speranza di rivedervi presto,
vostro Bruno
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## 20 febbraio 1945 – breve cartolina
Cari,
sto bene e il mio lavoro procede sempre soddisfacente. Aspetto come sempre vostre notizie. Restate calmi e non preoccupatevi per me.
Cari saluti a mamma, papà, Nina, Pina [?] e a tutti i familiari. Tanti baci.
Vostro Bruno
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## 26 febbraio 1945
Cari,
ecco di nuovo le mie sempre buone notizie. Sto bene, la mia salute è eccellente e il mio lavoro continua a migliorare.
Il freddo è ormai passato. Per paura di ammalarmi mi sono comprato [un indumento o qualcosa per proteggermi dal freddo]. Cara mamma, poiché non puoi più darmi i tuoi consigli da vicino, ora riconosco quanto siano sempre stati preziosi e lo siano ancora.
Spero che la posta torni presto a funzionare regolarmente. Non preoccupatevi per me. Viviamo entrambi nell’attesa di ricevere notizie l’uno dall’altro.
Tanti saluti e baci.
Bruno
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## 27 febbraio 1945 – Giornale e bombardamenti aerei
Cari,
leggendo il «Camerata», un giornale che ci viene distribuito settimanalmente nel campo e che riporta notizie dall’Italia nostra, ho appreso con sgomento che diversi luoghi sono stati barbaramente bombardati.
Questo mi preoccupa perché penso alle nostre valli e ai nostri paesi. Spero che la nostra zona nascosta tra le montagne non venga colpita da attacchi nemici.
Non dovete preoccuparvi minimamente per me. Come sapete, mi trovo in una posizione relativamente favorevole. Il nostro campo o alloggio si trova protetto su un versante montano [ulteriore descrizione illeggibile].
Spero che stiate bene e al sicuro. Scrivetemi appena possibile.
Vostro Bruno
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## 27 febbraio 1945 – Certificato Siemens
Originale in lingua tedesca, nessuna traduzione richiesta. Siemens certifica che Bruno Tomasi deve svolgere commissioni e acquisti di generi alimentari tra le 7 e le 19 sia all’interno che all’esterno del cantiere REIMAHG. Il documento conferma la sua particolare funzione di fattorino e addetto agli approvvigionamenti.
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## 5 marzo 1945
Cari miei,
oggi mi è stato annunciato a sorpresa che era arrivata per me una lettera dalla mia terra. In pochi salti sono andato lì e, dopo aver ringraziato, ho tenuto tra le mani la tua cara e tanto attesa lettera.
È stato per me un grande conforto sentire finalmente vostre notizie. A causa del lungo tempo di consegna temevo che la spedizione fosse andata persa. Ora so di nuovo qualcosa su mamma, papà e i miei cari fratelli e sorelle.
Non preoccupatevi per me. Non mi manca nulla e il mio lavoro procede bene. Risponderò più dettagliatamente alle vostre domande.
Tanti cari saluti e baci.
Bruno
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## 6 marzo 1945 – Certificato Siemens per accesso alla mensa
Originale in lingua tedesca, nessuna traduzione richiesta. Conferma l’impiego di Bruno come fattorino e per l’acquisto di generi alimentari per i dipendenti tedeschi e chiede che non gli venga negato l’accesso alla mensa.
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## 14 marzo 1945 – breve cartolina
Cari miei,
ricevete come sempre i miei più cari saluti e baci. Spero di essere presto di nuovo con voi. Che Dio vi mantenga in salute.
Vostro Bruno
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## 18 marzo 1945 – a Fiorenzo
Caro Fiorenzo,
nell’ultima cara lettera che ho ricevuto da casa c’erano molte cose che mi hanno dato grande gioia e soddisfazione. Tuttavia vi era poco che riguardasse direttamente voi cari fratelli.
Sono sicuro che nelle lettere precedenti, che non mi sono ancora arrivate – l’ultima ricevuta era del 6 marzo o fu spedita il 22 novembre da San Maurizio – ci sono anche notizie che mi interessano particolarmente.
Fiorenzo, vorrei sapere se sei tornato a lavorare, dove sei impiegato e come ti trovi lì. Mi dispiace molto di non poterti aiutare né darti consigli.Qui si vive nella speranza di una vera pace. Essa ci porterà a tutti la più grande gioia e conforto, di ritrovarci insieme.
Non preoccupatevi troppo per me. Sto bene. Tanti affettuosi baci a tutti voi.
Vostro Bruno
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## 2 aprile 1945 – Kahla
Cari,
qui in questo romantico piccolo paese regna quella tranquillità che desideravate per me. Oggi devo lasciarvi perché devo visitare un’altura o svolgere un incarico ai piedi di una bella montagna.
Domani è domenica. Tuttavia lavorerò al mattino; nel pomeriggio farò una passeggiata o una piccola escursione. Spero di potervi presto raccontare di più.
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Fonte: Uebersetzungen_Bruno_Tomasi_Band_05_Familienbriefe_und_Nachkriegszeit_1945.md
# Bruno Tomasi: Traduzioni tedesche della corrispondenza
## Volume 5: Lettere di famiglia e immediato dopoguerra 1945
Stato del lavoro: 28 agosto 2026
## 23 febbraio 1945 – Giulio Tomasi a Bruno
Mio carissimo Bruno,
da tre mesi e mezzo non riceviamo più tue care notizie. Ti scrivo ogni settimana, ma chissà se ricevi qualcosa da noi. E a quanto pare anche da te non arriva nulla a noi. Quanto è doloroso! Proprio di questo avevo sempre tanta paura. Ti ricordi quella sera in cui mi dicesti che avevi deciso di andare in Germania? Ti dissi subito: ciò che mi spaventa di più è dover restare a lungo senza tue notizie. E ora è proprio successo.
Un piccolo conforto è che nessuno riceve posta. Perciò mi convinco che la causa sia davvero il mancato funzionamento del servizio postale.
Soldati tedeschi, che vennero a casa nostra durante una retata o un controllo – te ne ho già scritto –, dissero che uno di loro abitava a circa dodici chilometri dal tuo luogo di permanenza. Voleva avere il tuo indirizzo e spiegò che era qui da quindici mesi, sarebbe rimasto solo un mese e poi sarebbe tornato in Germania. Voleva venirti a trovare. I soldati tedeschi dissero inoltre che ricevevano posta ogni settimana o almeno ogni due settimane. Perciò non capisco perché da noi funzioni così male.
Spero, Bruno, che tu stia bene e che svolga ancora il tuo consueto lavoro. Noi stiamo tutti bene. Il freddo sta diminuendo e la neve è quasi tutta sciolta. Papà ha ripreso a lavorare e Fiorenzo è tornato a scuola.
I nostri pensieri sono con te, Bruno. Speriamo di rivederti sano e salvo.
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## Marzo 1945 – Madre o famiglia a Bruno
Mio caro figlio,
eccomi di nuovo a scriverti come ogni settimana, anche se non riceviamo affatto tue notizie. Spero sempre che almeno tu riceva le nostre lettere e quindi sia tranquillo riguardo a noi e alla nostra salute.
Che altro posso dirti? Vorrei tanto rivederti. Chissà quando mi sarà concesso. Solo Dio può restituire alle povere madri i loro figli sparsi in tutto il mondo. Prego ferventemente Lui e sono convinta che mi concederà questa preziosa grazia: riavere il mio Bruno sano e salvo.
Zio Duilio si trova ora a Bolzano e presta servizio al Brennero. Si dice che sia stato mandato lì a lavorare, ma non lo sappiamo con certezza perché non abbiamo ricevuto sue notizie.
Speriamo, caro Bruno, che tu abbia ancora il tuo buon lavoro d’ufficio, che tu stia bene e che lì regni ancora quella tranquillità di cui ci hai scritto. Non siete mai stati bombardati? Com’era bello quando arrivavano spesso le tue care notizie. Sapevi sempre come rassicurarmi.
Hai almeno ricevuto una delle mie tante lettere in cui ti comunicavo che erano arrivati i tuoi due invii di denaro? Povero ragazzo, devi sacrificare tanto per mandarci quei soldi e forse non sai nemmeno se li abbiamo ricevuti. Risparmiati. Noi ce la caviamo e papà lavora.
Le tue ultime notizie arrivate hanno molto sollevato il nostro morale. Spero di riceverne altre più recenti col tempo. Tu ci scrivi sempre, ma le lettere non arrivano. Sono comunque contenta che almeno la tua ultima cartolina sia arrivata, anche se era già vecchia di due mesi e mezzo.
Possa Dio concederci in questo anno 1945 la grazia che la situazione si sistemi e tu possa tornare sano e salvo. Immagino che anche tu non riceva posta da noi. Sii comunque tranquillo: da noi non c’è pericolo immediato. La nostra unica preoccupazione sei tu.
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## 18 marzo 1945 – Fiorenzo a Bruno
Caro fratello,
[Il testo ricevuto o leggibile è molto frammentato.] Abbiamo ricevuto le tue cartoline datate 25 novembre, 27, 29 e 31 dicembre e aspettiamo altre. Vogliamo scriverti e speriamo che tu riceva le nostre notizie.
Stiamo bene. Pensiamo spesso a te e speriamo che torni presto.
Tuo Fiorenzo
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## Lettera senza data del padre a Bruno
Caro Bruno,
oggi piove e quindi sono a casa invece che nei campi o a lavorare fuori. Così anch’io voglio scriverti qualcosa. Ma sai, questa volta vogliamo parlare di cose serie.
Il mio lavoro, di cui credevo che quest’anno non avrebbe portato nulla, è stato invece abbastanza fruttuoso. Oltre al vitello abbiamo venduto anche la giovane mucca o il vitello. Complessivamente abbiamo potuto saldare il debito che ci gravava da tempo. Anche tu te ne rallegri, vero?
Stai tranquillo, Bruno: ora abbiamo anche qualcosa per passare l’inverno e pagare le spese di Fiorenzo. Se in inverno potrò lavorare poco, non ci mancherà comunque il necessario.
Se solo non avessi la preoccupazione per te! Scrivi che stai bene, ma io non ti vedo. Spero che tutto finisca presto. Rimani, come mi scrivi sempre, allegro.
Tanti baci da me e da mamma.
Tuo papà
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## 6 giugno 1945 – Comunicazione del Centro di Assistenza per i Rimpatriati di Milano
**C. L. N. Milano – Centro di assistenza per i rimpatriati dalla Germania, Ufficio informazioni**
La informiamo che il suo congiunto, lo studente Bruno Tomasi, secondo le liste o informazioni in nostro possesso, si trova in Germania, a Erfurt. È in buona salute e attende il suo ritorno a casa.
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## 9 gennaio 1945 – Cartolina da Weimar (finora erroneamente indicata nel nome file come 9 luglio)
Cari,
stasera sono andato nella baracca dove sono collocati vari servizi per i lavoratori. Ci sono, tra gli altri, un barbiere, un sarto e un calzolaio.Avevo diverse cose da sbrigare. La mattina mi sono fatto tagliare i capelli. Mi hanno detto che erano diventati un po’ lunghi e dovevano essere accorciati. Dopo ho bevuto una buona birra e sono tornato soddisfatto nella baracca.
Vi scrivo questa cartolina per rassicurarvi. Sto bene.
Tanti baci.
Il vostro Bruno
**Datazione:** Il nome del file indica il 9 luglio 1945. Tuttavia, il timbro postale di Weimar, chiaramente leggibile, riporta il 12 gennaio 1945; anche il contenuto si adatta all’inverno 1944/45. La cartolina è quindi con alta probabilità datata al 9 gennaio 1945.
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## 18 giugno 1945 – Bruno alla famiglia, durante il viaggio di ritorno
Cari,
vi ho già inviato alcune notizie da Erfurt. Sono fiducioso che vi siano arrivate e sono sicuro che vi siete molto preoccupati per il mio destino. In quelle lettere vi raccontavo già degli eventi e della gioia che abbiamo provato all’arrivo dei nostri liberatori.
Da otto giorni ci troviamo in un luogo che deve essere stato una piccola città. Di essa sono rimaste poche mura e il duomo o la grande chiesa. Siamo a circa 120 chilometri dalla Svizzera e circa 200 chilometri dal Brennero.
Aspettiamo la possibilità di proseguire il viaggio e tornare a casa. Sto bene. Spero di rivedervi molto presto e di poter raccontare tutto con calma.
Tanti saluti e baci.
Il vostro Bruno
**Nota:** La scansione ricevuta mostra solo una pagina della lettera; una possibile continuazione non è presente nell’archivio.
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## 5 settembre 1945 – Bruno a Dante
Caro Dante,
ho ricevuto con vera gioia la tua lettera cameratesca. Sono felice di sapere che ti stai impegnando con tanta forza per ricostruire e dimenticare il duro destino che abbiamo sopportato insieme. Ammmiro il tuo spirito vigile e la tua buona volontà.
Mi avevi promesso di venirmi a trovare. Purtroppo finora non hai potuto mantenere questa promessa. Ti aspetto ancora. Se potessi venire, sarebbe per me una grande gioia. Al momento qui ci sono poche possibilità di un impiego stabile.
Ovunque si vedono le pesanti conseguenze della guerra. Le linee ferroviarie e le comunicazioni sono distrutte o interrotte. Con grande sforzo vengono ripristinate. Molte aziende però sono ferme per mancanza di materie prime e per le cattive vie di comunicazione.
Il sindaco ha avuto l’idea insolita di affidarmi il compito di segretario o assistente organizzativo. Ho dovuto accettare perché quasi nessun altro era disponibile. Così ora sono coinvolto, tra l’altro, nell’organizzazione di una banca di beneficenza o di un’azione di aiuto. Non è il mio vero mestiere, ma mi tiene occupato con riunioni, decisioni e questioni pratiche.
[Un passaggio difficile da leggere tratta di compagni comuni, malintesi durante la partenza e il desiderio di non proseguire vecchie liti.] Voglio che consideriamo la cosa senza rancore e conserviamo il nostro affetto di un tempo, come se nulla fosse accaduto.
Per favore, mandami nella tua prossima lettera l’indirizzo esatto di [nome illeggibile], così potrò scrivergli anch’io.
In questa stagione ci sono molte pere, uva, castagne e noci. Se tu fossi qui ora, potremmo gustarle insieme. La domenica spesso vado in montagna. Nell’aria limpida e tra i pendii verdi penso ai miei amici e al nostro tempo insieme.
Ti ringrazio ancora per la tua lettera e la tua amicizia. Scrivi presto e vieni, se possibile.
Tuo Bruno
**Nota:** La lettera di quattro pagine è in alcuni punti difficile da leggere. La traduzione di lavoro riporta tutti i temi riconoscibili; nomi e dettagli organizzativi vanno verificati sull’originale.
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## Valutazione intermedia
Le lettere familiari ricevute relativizzano nettamente le rassicurazioni di Bruno. Mentre Bruno sottolinea salute, lavoro e approvvigionamento, i genitori e i fratelli descrivono mesi di incertezza, posta mancata e la paura di non rivederlo. La comunicazione del CLN del 6 giugno 1945 è la prima prova ufficiale per la famiglia che Bruno viveva a Erfurt, era in buona salute e aspettava di tornare a casa.
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Fonte: Uebersetzungen_Bruno_Tomasi_Band_06_1946_bis_1997.md
# Bruno Tomasi: traduzioni tedesche della corrispondenza del dopoguerra
## Volume 6: 1946 fino al 1997
Stato del lavoro: 28 agosto 2026
## Dopo il 20 giugno 1946 – Famiglia Walter Große a Bruno, lettera in francese
Caro Bruno,
abbiamo ricevuto la tua lettera del 20 giugno 1946. Una lettera che ti avevamo scritto qualche tempo prima sicuramente non ti è arrivata. Era scritta in tedesco e conteneva [un allegato o notizia; parte illeggibile].
Stiamo bene di salute e speriamo che anche tu e la tua famiglia stiate bene. Ti siamo molto grati che continui a pensare a noi e siamo felici di sapere che stai bene.
Saremmo molto felici di rivederti. Quando le frontiere saranno riaperte, vorremmo fare un viaggio. Al momento però non è ancora possibile.
Avremmo molte cose da raccontarti. Se tu fossi qui, ti stupiresti dei cambiamenti avvenuti nel frattempo. Non appena sarà permesso inviare fotografie per posta, anche noi ti manderemo delle immagini.
Scrivici ancora, per favore. Potrai venirci a trovare un giorno?
Tanti saluti a te e a tutta la tua famiglia.
Famiglia Walter Große
**Nota:** La lettera in francese è linguisticamente imperfetta e distribuita su tre pagine di immagini danneggiate o difficili da leggere. La traduzione riporta il senso certo.
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## 1946, 1949 e 1959 – lettere in tedesco della famiglia Große
Le lettere del 10 ottobre e 17 dicembre 1946, dell’11 marzo 1949 e del 10 giugno 1959 sono originali in tedesco. Non necessitano di traduzione, ma se necessario di una trascrizione diplomatica. Contengono notizie sul benessere della famiglia, danni di guerra, distruzione o danneggiamento dei luoghi di lavoro precedenti e il desiderio di mantenere il contatto con Bruno.
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## 30 giugno 1959 – bozza in tedesco di Bruno a Erna Große
La bozza è già scritta in tedesco semplice. In sintesi:
Cara famiglia Große,
le fotografie e le vostre notizie mi hanno fatto molto piacere. Per la vostra festa di famiglia o anniversario vi mando i miei più sentiti auguri. Grazie mille. Vi auguro sempre benessere.
Tanti cari saluti
Bruno Tomasi, San Maurizio d’Opaglio, provincia di Novara, Italia
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## 1 marzo 1994 – Bruno a Sandro Paffoni
Mio caro amico,vorrei inviarti delle fotocopie di alcune pagine del libro-diario che ho scritto sulla Germania, anche perché a pagina 42 menziono il mio amico Sandro.
Feci trascrivere il testo nel 1972 da mia figlia, poco dopo che aveva conseguito il diploma. Doveva imparare a usare bene la macchina da scrivere, così da poterla impiegare in seguito nella mia attività commerciale. Le pagavo ogni pagina scritta; così guadagnò le sue prime lire. Senza accorgercene, nacque così un libro dattiloscritto di 227 pagine.
Conservo questo libro con cura. Non ho descritto gli eventi esclusivamente in modo tragico, anche se, come sai, ci furono molti momenti spiacevoli. Di tanto in tanto lo rileggo per ricordare. A parte il fatto che lì avevamo vent’anni, quei tempi furono un’esperienza che non augurerei a nessuno.
Vedrai tre cartoline, che sono a colori nell’originale. Purtroppo le fotocopie sono scure. Mostrano Kahla, quel grande luogo da cui fortunatamente siamo usciti vivi. Se vuoi, alla prima occasione ti mostrerò le cartoline originali incollate nel libro.
Ricordo che nei primi giorni, tornando dalla locanda „Buona Fonte“ al campo, passavo per la piazza del ponte. La piazza era lastricata con cubetti di porfido. C’era, tra l’altro, una panetteria, la cui visita ci era proibita – non era „per noi“. Più tardi non ci fu più permesso uscire dal campo, perché evidentemente qualcuno aveva bevuto troppa birra e aveva rotto i vetri all’ingresso del locale.
Nella foto panoramica si vede la grande strada che da Kahla porta verso Großeutersdorf. Se ricordi, ai lati c’erano piccoli alberi di albicocche.
Anche tu, Sandro, cerca di farti coraggio e di superare il tuo malessere. Non è certo facile. A volte però aiuta ricordare eventi della nostra vita passata; possono aiutare ad affrontare almeno le difficoltà dell’anima.
Tanti saluti e un caloroso augurio per la tua salute.
Il tuo amico Bruno
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## 9 maggio 1995 – Bruno a Rino e Piero
Cari amici dalla Germania, Rino e Piero,
penso che vi interesserà sapere cosa è successo in quei luoghi dopo la nostra partenza. Nella speranza di aver tradotto correttamente le frasi tedesche, trascrivo una lettera che ricevetti allora.
La famiglia Große scrisse l’11 marzo 1949 da Großeutersdorf presso Kahla, più o meno così:
> Caro Bruno, grazie per gli auguri di Natale. Dove lavori? La vecchia nonna è morta. Il tunnel in cui hai lavorato è distrutto. Tutto il paese è danneggiato; finestre e tetti sono rotti. La nostra casa non è molto danneggiata.
Poi raccontarono di una grande esplosione dovuta a materiale bellico. Chiesero se avevo una moglie, famiglia o fidanzata, volevano rivedermi e mi pregarono di scrivere di nuovo presto. Aspettavano notizie ogni giorno e firmarono come famiglia intera: Walter, [nome incerto], Ilse ed Erna.
Non proseguii poi la corrispondenza. Da un’altra lettera capii che volevano lasciare la Germania perché non si sentivano più a loro agio lì. All’epoca in Italia non avevo possibilità di ospitarli.
Cordiali saluti
Bruno Tomasi
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## 5 novembre 1996 – Bruno alla redazione de „L’Ideale“
Gentile redazione,
ho letto con attenzione l’articolo previsto per la pubblicazione e do il mio consenso. Contemporaneamente desidero fare un sincero complimento all’autrice. Con insolita pazienza e capacità è riuscita a riassumere in modo toccante i momenti difficili della mia odissea in Germania, tratti dalle 227 pagine del diario che ho redatto insieme a mia figlia Wilma.
Ringrazio anche a nome dei miei amici che hanno perso la vita. Penso in particolare al mio compagno di sofferenze, il cavaliere Sandro Paffoni, ormai scomparso, che teneva molto a far conoscere pubblicamente la vita di privazioni in quel luogo.
Per documentare ancora più credibilmente i terribili eventi, allego una fotocopia che allora non avevo inserito nel diario perché la ritenevo privata. Mostra quanto fosse terribile l’atmosfera di quei tempi. I giornali riportavano quotidianamente atrocità e intensificavano soprattutto il terrore contro i disertori. Come mostra il documento, a loro veniva minacciato che le loro famiglie sarebbero state sottoposte a vessazioni e maltrattamenti.
La grande paura di essere fucilati in caso di arresto, così come il timore che i nostri cari – che rinunciavano essi stessi al necessario per nutrirci – venissero maltrattati, furono ragioni importanti per la nostra decisione di andare in Germania.
Dopo un rigoroso accertamento, il Comitato Nazionale di Liberazione e il Centro di Assistenza per i Rimpatriati dalla Germania stabilirono che ero un lavoratore coatto, anzi che avevo dovuto svolgere lavoro forzato o lavori sotto costrizione. Dopo cinque giorni, il distretto militare mi rilasciò quindi il congedo anticipato dal servizio militare.
Molti si saranno chiesti perché Tomasi non fu riassunto alla Bemberg, dove aveva una posizione invidiabile come disegnatore meccanico nell’ufficio tecnico, ma per 28 anni vendette generi alimentari. La risposta è semplice: a causa della grande fame che avevo sopportato in Germania.
A nome di tutti noi che non siamo sempre stati compresi, vi ringrazio. Con la massima stima e i migliori auguri per il successo della vostra interessante rivista, vi mando una cordiale stretta di mano.
Bruno Tomasi
**Valore documentale:** Questa lettera è la più chiara auto-definizione successiva di Bruno come „lavoratore coatto“ – lavoratore forzato. Contemporaneamente spiega perché il viaggio in Germania avvenne sotto la minaccia di pena di morte, persecuzioni e ritorsioni contro i familiari.
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## 18 febbraio 1997 – Bruno ad Alessia Zeffiretti, lettera di accompagnamento
Gentile signora Zeffiretti,
dato che ha conosciuto con tanta pazienza le mie esperienze nel diario, desidero allegarle fotocopie di quanto comunicai allora ai miei compagni di sofferenza. Tra queste c’è la lettera della famiglia Große del 1949 sui tunnel e la loro fine. In questi impianti venivano prodotti gli „Stormbirds“ per la Luftwaffe.
Per curiosità allego inoltre la fotocopia di una banconota probabilmente rara da 200 miliardi di marchi del periodo inflazionistico dopo la Prima guerra mondiale. Se fosse ancora valida, il suo valore difficilmente si potrebbe convertire in lire.
Cordiali saluti
Bruno Tomasi
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## 18 febbraio 1997 – Ringraziamenti e porcellana di Kahla
Gentile signora Zeffiretti,dopo lunga attesa è solo in questi giorni che questo grazioso prodotto in porcellana di Kahla è arrivato da me. È stato realizzato con caolino bianco, estratto in quei tunnel dove, diciannovenne, durante l’ultima guerra ho vissuto la mia odissea.
Avete creato con ammirevole maestria un articolo dalle note del mio diario, la cui esposizione possiede un effetto straordinario. Credo che pochi sarebbero stati in grado di farlo.
Come segno della mia sincera gratitudine vi prego di accettare questo piccolo ricordo. Vi auguro fortuna per il vostro futuro.
Con distinta stima
Bruno Tomasi
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## 1° luglio 1993 – Note sul monumento a Badoglio
Qui siamo davanti al monumento del maresciallo d’Italia Pietro Badoglio. Non so bene cosa dire su questa persona. In gioventù esercitava una certa influenza su di noi. Da molto giovane sentivo il suo nome con ammirazione, perché era a capo dell’esercito italiano nella guerra contro l’Abissinia, che fu conquistata in poco più di sei mesi. Alla radio si sentivano allora continuamente notizie come “Maresciallo Badoglio telegrafa …”
Durante la Seconda guerra mondiale 1940–1945 evidentemente non era d’accordo con Mussolini. Dopo la caduta del fascismo il 25 luglio 1943 fu nominato capo del governo dal re Vittorio Emanuele; con l’armistizio dell’8 settembre 1943 la situazione cambiò radicalmente.
Non mi arruolai nell’esercito della Repubblica fascista di Salò sotto il maresciallo Graziani. Per questo ero considerato obiettore di coscienza o disertore. I tedeschi ci trattavano con costrizione. In queste circostanze Badoglio rimase nella mia memoria strettamente legato alla decisione di sfuggire alla chiamata alle armi e al mio percorso verso la Germania.
Durante il viaggio verso Asti, nella zona di Portacomaro [?], chiedemmo la strada per Callianetto, luogo di origine del cioccolatino Gianduia [?].
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## Oggetti del dopoguerra non trattati come traduzioni
- Fotografie senza testo o solo con nomi e date.
- Lettere già in lingua tedesca della famiglia Große.
- L’articolo di giornale „Lavorare all’inferno“ è un estratto editoriale italiano del manoscritto di memorie già disponibile in tedesco. Le sue nuove o editorialmente condensate affermazioni sono contenute nella lettera di accompagnamento di Bruno del 5 novembre 1996; una traduzione separata completa sarebbe in gran parte una duplicazione del manoscritto.
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Fonte: Uebersetzungen_Bruno_Tomasi_Nachtrag_1944-03_bis_1944-06.md
# Bruno Tomasi: Supplemento alle traduzioni da marzo a giugno 1944
Stato del lavoro: 28 agosto 2026
Queste quattro lettere non erano visibili nella prima visualizzazione della cartella Drive a causa del limite di 100 file. Vengono qui aggiunte in ordine cronologico.
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## 31 marzo 1944 – Lettera dal centro di raccolta Sesto San Giovanni
Cari mamma e papà,
spero che abbiate già ricevuto la mia cartolina con cui vi comunicavo di essere arrivato felice a Milano e che il mio raffreddore è sparito.
Ora vi racconto come sto qui nel centro di raccolta. Innanzitutto posso dire che sto molto meglio di quanto immaginassi. Vi descrivo la mia giornata di ieri, 30 marzo: verso le sei del mattino sono arrivato alla bella stazione di Milano, ho consegnato i bagagli e preso un buon cappuccino consigliato. Insieme agli amici di San Maurizio abbiamo scritto le cartoline. Poi abbiamo preso le valigie.
Davanti alla stazione abbiamo preso un tram e siamo andati a Sesto San Giovanni, circa tre chilometri fuori Milano. Lì un facchino ci ha mostrato il centro di raccolta. Ci hanno assegnato una stanza e i letti. A mezzogiorno abbiamo ricevuto un pasto molto buono: una buona minestra con formaggio grattugiato, pane, un pezzo di formaggio, una grande mela e un bicchiere di vino.
Dovete sapere che possiamo uscire e rientrare liberamente quando vogliamo. Abbiamo visitato a Milano molte attrazioni, tra cui il Duomo e il Castello Sforzesco. Abbiamo però visto anche i lati brutti: case e fabbriche danneggiate.
La sera abbiamo mangiato di nuovo minestra, pane, formaggio, una mela e bevuto vino. Poi siamo andati a fare una passeggiata. Tornati in stanza abbiamo letto, chiacchierato e siamo andati a dormire. La mattina ci siamo alzati verso le sette e mezza. Dopo averci lavati abbiamo ricevuto caffè e un ottimo dolce di grano. Poi abbiamo visitato l’aeroporto Breda e osservato decolli e atterraggi di alcuni aerei.
Dopo il pranzo [minestra, formaggio, mela, pane e vino] abbiamo guardato gli altri ballare mentre vi scrivevo.
Angelo vi avrà probabilmente già detto come sto qui. La partenza è prevista per sabato, cioè domani. Scusate che non sono tornato a casa un’altra volta. Poiché sto molto bene, come descritto, non sarebbe valso la pena tornare a casa per un solo giorno e poi tornare qui sabato.
State bene e felici. Appena arrivo a destinazione vi scrivo subito – vedete che per me è molto importante.
Cari saluti a Fiorenzo, Marida e a tutti i nostri cari. Un grande bacio dal vostro piccolo
Bruno
**Postilla:** Non scrivetemi ancora, perché non ho ancora un indirizzo fisso.
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## 22 aprile 1944 – Lettera da Kahla
Cari,
spero che abbiate già ricevuto la mia cartolina con cui vi comunicavo di essere arrivato a destinazione e che sto bene.
Mentre scrivo queste righe penso al mio accampamento tranquillo e al lavoro che svolgo ogni giorno con grande passione. Stasera sono tornato al ricovero dopo il lavoro. Ho mangiato una buona porzione di [piatto non chiaro], un bel pezzo di pane bianco e un buon pezzo di salame. Ora sono seduto in questo ristorante tranquillo ed elegante con una buona birra dolce, penso a voi, cari genitori, e immagino che forse vi preoccupate per me.
Questo mi rattristerebbe molto, perché non avete alcun motivo per farlo. Appena avrò un indirizzo sicuro vi scriverò una lunga lettera e racconterò tutto dettagliatamente.
Per favore fatemi sapere se [gli amici o conoscenti] sono già tornati a casa e, se sì, mandatemi i loro indirizzi. Come sta [nome non chiaro] al lavoro? Lavora ancora da Eleza [?]? Fiorenzo studia con impegno? Come stanno Maria e la famiglia? E tu, cara mamma – stai bene?
Piccando [?] e gli altri sono ancora tranquilli? Stanno bene tutti i parenti? Ho sentito che in Italia sono stati richiamati altri anni di leva. È vero?
Ora mi accendo una sigaretta con buon tabacco. Non pensate nulla di male su di me. La mia salute difficilmente potrebbe essere migliore nelle attuali circostanze.Nella speranza di rivedervi, vi mando mille baci.
Vostro Bruno
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## 1° maggio 1944 – Lettera da Kahla
Cari,
voglio darvi altre notizie. Dopo la distribuzione a Erfurt sono rimasto insieme a Paffoni Sandro, Vittorino e Ferrara Piero di Pogno. Ci troviamo in una piccola città molto romantica. La tranquillità è completa; qui non c’è nemmeno l’ombra di bombardamenti. È proprio quello che desideravamo, vero?
Non ci si può lamentare troppo del cibo. Essendo una zona rurale, si riesce a procurarsi anche qualche cosa in più.
Il mio lavoro non è difficile. Esercito la professione di elettricista. Il mio compito consiste nel montare piccole lampade o illuminazioni in una galleria. Sapete che questa è sempre stata una delle mie passioni. Lavoro per la Siemens.
Come ci è stato detto, forse più avanti ci porteranno alla nostra destinazione definitiva e potremo allora esercitare il nostro vero mestiere. Oggi è il primo maggio e qui in Germania si celebra la festa del lavoro.
Sono salito su un’altura e ho visitato un vecchio castello. Lì ho visto molti oggetti molto antichi.
Ora voglio rispondere ad alcune vostre domande. Prima di tutto vorrei sapere se gli altri di Pogno sono già partiti. Scrivetemi tutte le novità e gli indirizzi dei nostri conoscenti.
La mia salute è ottima. Non preoccupatevi. Tanti saluti e baci.
Bruno
**Valore documentale:** Questa è finora la descrizione più chiara e contemporanea del suo primo lavoro: montaggio di illuminazione in una galleria per conto della Siemens.
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## 3 giugno 1944 – Cartolina da Kahla
Cari,
oggi, sabato, ho finito il lavoro come ogni sabato alle quattro. Sono andato subito al campo per prendere la lettera indirizzata a voi e poterla spedire. Proprio ora sono tornato dall’ufficio postale e mi sono seduto in questo ristorante per scrivervi ancora questo messaggio.
Dopo aver bevuto questa buona birra e fumato questa invidiabile sigaretta, andrò lentamente da quella cara famiglia di cui vi ho già tanto parlato.
Il mio lavoro va sempre meglio. La mia salute non è mai stata così ottima. Domani lavorerò fino alle [ora illeggibile], così da avere libero la domenica seguente.
Il tempo qui è ancora splendido. Tra circa due settimane si taglierà il fieno. Com’è andata la raccolta del fieno a casa nostra? L’acqua di Pasul [?] ha aiutato?
Aspetto presto le vostre belle notizie. Non appena [continua mancante o illeggibile], vi risponderò.
Cordiali saluti e baci.
Bruno
Nomi e parole chiave
Fonti e riferimenti
- Bruno Tomasi Familienbestand und Erinnerungsmanuskript